Un uomo e una donna, rifugiati in un teatro insieme al pubblico, attendono l’arrivo di qualcuno, di qualcosa: un nuovo inizio? La morte? Un cambiamento? Non si sa se bello o brutto, ma un evento sta arrivando. O forse arrivano gli Zombi.

 

Gli Zombi siamo noi. La Zombitudine è la nostra condizione quotidiana. Stretti tra l’emergenza di un evento imminente e devastante e una quotidianità claustrofobica in cui la vita da assediati è divenuta normalità, si fa fatica a focalizzare il pericolo o la salvezza. Quella dello Zombi è l’immagine palingenetica della nostra fine ma anche un’immagine di speranza, l’unica prospettiva di rinascita, l’unica forma di vita alternativa a tutta questa economia, questo mercato, questo dominio di banche, finanza e multinazionali. L’unico Risorgimento possibile per il nostro paese e per i suoi abitanti è un Risorgimento Zombi. Zombi di tutto il mondo unitevi!

 

Zombitudine, ovvero la condizione umana dei giorni d’oggi. Una storia di impotenza, l’impotenza di non essere mai in grado di prendere una posizione, ma anche il sentimento di scelta del lassismo. Davanti alla scelta, al prendere posizione, ci sentiamo sempre grandi e guerrieri, eppure spesso non facciamo che lasciarci cullare dall’incapacità di decidere.

 

ZOMBITUDINE, lo spettacolo

Testo, regia, interpretazione / Elvira Frosini e Daniele Timpano
Scene e costumi / Alessandra Muschella
Ideazione e realizzazione tecnica / Marco Fumarola e Daniele Passeri
Aiuto regia / Francesca Blancato
Collaborazione tecnica luci / Matteo Selis

Luci / Omar Scala e Martin Palma

Assistenza scene e costumi / Daniela De Blasio


Organizzazione e promozione / Daniela Ferrante

Ideazione e regia teaser video / Emiliano Martina

Tealizzazione teaser video / Grapevine Studio

Progetto Grafico / Antonello Santarelli
Disegni / Valentina Pastorino

 

produzione / Frosini/Timpano - Kataklisma
coproduzione / Teatro della Tosse – Genova, Fuori Luogo – La Spezia, Teatro dell’Orologio – Roma

 

ZOMBITUDINE è nato in collaborazione con Teatro di Roma nell’ambito del progetto “Perdutamente"